Potrebbe essere deciso oggi il rinvio delle offerte per l’acquisizione di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, l’ex Ilva di Taranto. La scadenza é attualmente fissata al 15 settembre stando al nuovo bando di vendita lanciato lo scorso 7 agosto e con il rinvio si andrebbe probabilmente alla fine del mese. La notizia dello slittamento dei termini della gara è riportata oggi da “Il Messaggero”. Fonti vicine al dossier aggiungono a “Quotidiano” che un rinvio è possibile, anche perché vi sono aspetti nuovi da approfondire rispetto alla prima gara lanciata a luglio del 2024 e che vide dieci soggetti industriali in gioco, dei quali tre per l’intero gruppo e sette interessati a singole attività dell’ex Ilva. Gli aspetti nuovi da approfondire riguardano la decarbonizzazione con i forni elettrici, che il nuovo bando rende un percorso vincolante per i nuovi investitori.
Le proposte
E a proposito dell’ex Ilva, oggi “Il Sole 24 Ore” riporta che gli azeri di Baku Steel Company, società dell’Azerbaijan la cui offerta, con la prima gara, è stata ritenuta la migliore, hanno rinunciato a partecipare al secondo bando. Fonti vicine al dossier dicono però a “Quotidiano” che, al momento, non c’é “evidenza formale” della rinuncia degli azeri. Tuttavia è vero che il loro interesse si è ridimensionato nel momento in cui è apparso chiaro che a Taranto, per la netta opposizione del Comune, non c’è la possibilità di far approdare la nave di rigassificazione che deve servire ad alimentare sia i forni elettrici che i collegati impianti del preridotto, materiale da caricare negli stessi forni. Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, preso atto della posizione contraria del Comune sulla nave, ha detto qualche giorno fa che la stessa sarebbe stata comunicata sia ai commissari di Acciaierie, che ai potenziali investitori. E quindi le cose (no ribadito dal Comune alla nave, comunicazione agli investitori e rinuncia di Baku) possono avere una connessione fra di loro. Anche perché con Baku, c’é la Socar, compagnia petrolifera e del gas naturale di proprietà statale dell’Azerbaigian, responsabile dell’esplorazione, estrazione e commercio di queste risorse energetiche nel Paese. Su Baku, però, altre fonti vicine al dossier dicono che la rinuncia degli azeri all’ex Ilva è stata comunque manifestata, mentre restano in campo gli indiani di Jindal Steel International e gli americani di Bedrock, con i quali il confronto prosegue. Non si esclude che i due gruppi possano fare offerte diversificate per l’ex Ilva.
La nave
Va detto che a proposito dell’arrivo della nave nei giorni scorsi c’é stato un fitto pressing da parte di Confindustria Taranto e di tutte le categorie della portualità, della città, che hanno visto in questo un’occasione di ripresa delle attività, da tempo ai minimi termini.
Le stesse fonti evidenziano altresì che il clima conflittuale che si è determinato a Taranto in questi mesi sta avendo effetti importanti anche in ambiti extra Ilva. Ci sono investitori di settori diversi dall’acciaio che stanno infatti pensando di spostare altrove i loro progetti (e questo lo ha segnalato anche Confindustria Taranto) poiché la città non si presenterebbe “affidabile e ricettiva”. Anche sugli investimenti complementari all’ex Ilva, per i quali a maggio c’era stato un tavolo al Mimit, ci sarebbe una frenata. Coinvolti pure i Giochi del Mediterraneo, dove invece la polemica riguarda il rischio (smentito ieri dal commissario Massimo Ferrarese) che i Giochi non si facciano e che la manifestazione sia in bilico per i ritardi relativi alla costruzione e ristrutturazione degli impianti. Questa polemica sta avendo effetto sui potenziali sponsor dell’evento internazionale sportivo, per il quale l’anno prossimo sono attesi circa 5mila atleti dai Paesi mediterranei. Gli sponsor stanno infatti manifestando molta cautela sul sostegno ai Giochi.
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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/taranto/taranto_ex_ilva_verso_il_rinvio_per_il_bando_gli_azeri_frenano-9061641.html
