Tra preposti da adeguare, fine del regime transitorio e nuova logica di formazione dimostrabile, per le aziende non è più tempo di letture formali: serve un presidio organizzativo chiaro, coerente e documentabile.

Il 13 maggio 2026 non è una data da segnare distrattamente in agenda. Per molte imprese è un passaggio che separa una gestione ancora “di abitudine” della formazione da un approccio molto più solido, ordinato e difendibile.

È questo, in fondo, il punto più importante del nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 sulla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro: non introduce soltanto qualche aggiornamento tecnico, ma impone alle aziende una lettura più matura della prevenzione. Una lettura in cui non basta più dire di aver fatto i corsi. Occorre poter dimostrare che la formazione sia coerente con i ruoli, con i rischi, con le responsabilità interne e con una documentazione completa.

Per il mondo AIGI questo tema conta ancora di più. L’associazione rappresenta un tessuto di imprese industriali, metalmeccaniche, impiantistiche, logistiche e di servizi tecnici che vive ogni giorno il rapporto tra organizzazione, operatività, responsabilità, continuità produttiva e tutela del lavoro. In questo quadro, la formazione non è un allegato burocratico: è parte della tenuta stessa dell’impresa. AIGI si presenta infatti come soggetto di rappresentanza, formazione, networking e supporto concreto alle imprese del territorio.

Cosa cambia davvero con il nuovo Accordo

Il nuovo Accordo riorganizza in modo unitario la disciplina della formazione obbligatoria, sostituendo il quadro frammentato precedente con un impianto più organico. Ma la vera novità non è solo normativa. È culturale: la formazione viene letta in modo più strutturato, verificabile e documentabile, con più attenzione a efficacia, controlli, tracciabilità e responsabilità organizzativa.

Tra i punti più rilevanti ci sono l’introduzione del corso obbligatorio per il datore di lavoro con durata minima di 16 ore, il rafforzamento del ruolo del preposto, il maggior peso attribuito alla verifica finale di apprendimento, alla verifica di efficacia durante il lavoro e alla tenuta del fascicolo del corso con conservazione della documentazione per almeno 10 anni.

Tradotto in termini aziendali, il messaggio è semplice: la sicurezza non può più essere gestita come una somma di corsi acquistati e archiviati. Deve diventare un processo organizzativo leggibile e difendibile.

Perché il 13 maggio 2026 è una data strategica

Il secondo nodo decisivo riguarda proprio la scadenza del 13 maggio 2026. È la data in cui si chiude il periodo transitorio previsto dal nuovo Accordo, entrato in vigore il 13 maggio 2025. Per questo, nelle settimane che portano a quella scadenza, le aziende devono distinguere bene tra ciò che va completato entro quella data e ciò che può proseguire oltre, ma deve essere impostato subito.

Questa distinzione è fondamentale, perché evita due errori opposti: pensare che tutto scada il 13 maggio 2026, oppure pensare che quasi nulla sia davvero urgente.

Cosa va chiuso entro il 13 maggio 2026

Il primo fronte riguarda i preposti. Il nuovo Accordo prevede un corso di 12 ore e un aggiornamento biennale minimo di 6 ore. Inoltre, per i preposti il cui corso o aggiornamento risultava svolto da oltre 2 anni alla data di entrata in vigore dell’Accordo, l’adeguamento deve essere effettuato entro il 13 maggio 2026. Questo è probabilmente il punto più urgente per molte aziende.

Il secondo fronte è la chiusura ordinata del regime transitorio. Per un massimo di 12 mesi dall’entrata in vigore, alcuni corsi possono ancora essere avviati secondo il vecchio regime. Questa finestra però si chiude proprio il 13 maggio 2026. Le imprese devono quindi verificare subito se abbiano ancora percorsi pianificati con il vecchio schema, aggiornamenti non pienamente allineati o attività che rischiano di collocarsi fuori tempo massimo.

Il terzo fronte è la tenuta documentale dei corsi già svolti o in avvio. Progetto formativo, registro presenze, verbali della verifica finale, attestati, fascicolo del corso e conservazione per almeno 10 anni assumono un peso molto più forte. Oggi un corso fatto male sul piano documentale è un problema quasi quanto un corso non fatto.

Cosa non scade il 13 maggio 2026, ma sarebbe sbagliato rinviare

C’è poi un secondo livello di lavoro. Non scade il 13 maggio 2026, ma conviene avviarlo subito.

Il primo tema è il nuovo corso per datore di lavoro. Il termine finale per completarlo è il 13 maggio 2027, cioè 24 mesi dall’entrata in vigore dell’Accordo. Ma interpretarlo come un tema rinviabile sarebbe un errore strategico: le aziende dovrebbero già individuare i soggetti interessati, valutare eventuali percorsi già svolti, programmare il calendario e inserire questa formazione in una visione più ampia di governo della prevenzione.

Il secondo tema è la revisione del piano formativo aziendale. Il nuovo Accordo spinge le imprese a rileggere ruoli, fabbisogni formativi, periodicità, coerenza tra rischi e contenuti, qualità dei fornitori e modalità di erogazione, comprese videoconferenza sincrona, e-learning e modalità mista.

Il terzo tema è il passaggio da una logica di mero adempimento a una logica di organizzazione dimostrabile. È qui che si gioca la differenza tra chi inseguirà le scadenze e chi userà questo cambio normativo per rafforzare davvero la propria struttura interna.

La lettura più utile per le imprese AIGI

Per le imprese dell’indotto industriale, della manutenzione, della logistica tecnica, dell’impiantistica e dei servizi ad alta intensità operativa, la formazione non è mai solo teoria. Tocca la vigilanza sul campo, il coordinamento delle attività, i rapporti tra ruoli, la capacità di prevenire errori e di dimostrare scelte corrette.

Per questo la domanda giusta, oggi, non è solo: “siamo in regola?”
La domanda più utile è: “il nostro sistema formativo è davvero coerente, aggiornato, leggibile e difendibile?”

È questa la direzione suggerita dal nuovo Accordo. Ed è una direzione che interessa da vicino tutto il sistema delle imprese rappresentate da AIGI, perché incrocia sicurezza, organizzazione, responsabilità e qualità del lavoro. AIGI nasce e opera proprio per sostenere e rappresentare questo tessuto produttivo, promuovendo crescita, formazione, rappresentanza e capacità di affrontare con più forza le trasformazioni del contesto.

Conclusione

Il 13 maggio 2026 non è solo una scadenza. È un test di maturità organizzativa.

Le aziende che useranno questo passaggio per verificare i preposti, chiudere bene il transitorio, rafforzare la documentazione e impostare con anticipo il nuovo percorso del datore di lavoro arriveranno più forti, più ordinate e più credibili.

Le altre rischiano invece di scoprire troppo tardi che il problema non era soltanto “fare i corsi”, ma riuscire a dimostrare di aver costruito un sistema formativo serio, coerente e realmente efficace.

#AccordoStatoRegioni #13Maggio2026 #SicurezzaSulLavoro #FormazioneObbligatoria #Preposti #DatoreDiLavoro #SaluteESicurezza #ComplianceAziendale #Industria #Metalmeccanico #LogisticaIndustriale #AIGI #Taranto

Powered by ICP