Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, accetta l’invito del sindaco Piero Bitetti e si dice pronto a venire a Taranto, così come fatto lunedì a Genova, per un confronto sull’ex Ilva. In un colloquio con Quotidiano il 4 settembre, il sindaco, all’indomani della tappa ligure di Urso, ha dichiarato: «A me piacerebbe invitare il ministro Urso a Taranto. Anzi, spero che lui venga a parlare con la città. È stato a Genova, e questo è apprezzabile per un uomo delle istituzioni, e mi piacerebbe – anzi, ne approfitto per invitarlo – che la prossima tappa fosse Taranto per ascoltare direttamente la voce dei cittadini e degli attori sociali». In quel colloquio, Bitetti aveva anche sollecitato il Governo a garantire nuovi investimenti per il rilancio dell’economia di Taranto. E ora Urso accoglie l’invito con una lettera a Bitetti.
Il ministro afferma di aver «accolto con piacere l’invito a confrontarmi a Taranto con gli enti locali e le associazioni in merito al processo di decarbonizzazione oggetto dell’intesa da noi sottoscritta al Tavolo dello scorso 12 agosto». Confronto al quale «non mi sono mai sottratto in questi anni», precisa il ministro, che ricorda di aver già svolto diversi incontri, anche a Taranto, con tutte le istituzioni, sindacati e associazioni.
L’incontro, però, avverrà dopo la metà di settembre. Per il ministro è infatti opportuno concordare «una data successiva alla chiusura delle manifestazioni di interesse», in modo da «consentire un dialogo nel merito delle proposte che saranno presentate nello spirito della piena e leale collaborazione tra gli organi dello Stato». Nella sua missiva, Urso dichiara inoltre di aver «preso atto della posizione di netta contrarietà», espressa pubblicamente in più occasioni dal sindaco Bitetti, «all’ipotesi di una nave rigassificatrice nel porto di Taranto, anche se solo in via transitoria». Questa, per il ministro, è una condizione che «ovviamente limita le potenzialità delle offerte in sede di gara». E quindi Urso dice che sul punto ragguaglierà i commissari straordinari che seguono la procedura di gara, «così che tale informazione possa essere chiaramente portata a conoscenza degli imprenditori interessati ad accedere alla data room ai fini della redazione del piano industriale».
In sostanza, dice Urso, verrà fatto presente ai potenziali investitori che non c’è possibilità che la nave attracchi a Taranto e quindi non c’è la possibilità di avere su base annua i 5 miliardi e 100 di metri cubi di gas che, secondo la stima del comitato tecnico insediato dallo stesso ministro a luglio, sono necessari ad approvvigionare sia i tre forni elettrici, che i quattro impianti del Dri, il preridotto di ferro, la materia prima usata dagli stessi forni. La nave – per la quale sono stati anche individuati i possibili approdi – serve infatti ad assicurare l’approvvigionamento di gas che attualmente manca agli impianti previsti, tenuto conto che al siderurgico arrivano ora 2 miliardi di metri cubi e che non ci sarebbe la possibilità di riceverne altro dal gasdotto Tap nei tempi ritenuti necessari ai nuovi investimenti.
Vero è che i tre forni elettrici e i quattro Dri a Taranto, più un quarto forno elettrico a Genova, sono il piano dei commissari di Acciaierie sostenuto dal Governo, mentre con le offerte per la gara bisognerà vedere quello che indicherà l’investitore la cui proposta verrà ritenuta migliore. Può anche capitare che chi acquisirà l’ex Ilva non abbia bisogno di quattro Dri e quindi di 10 milioni di tonnellate annue di preridotto, perché magari il preridotto lo produce già per conto proprio. In tal caso, dovendo solo coprire una differenza, che dipenderà anche dal numero di forni che il nuovo soggetto vorrà realizzare, il quadro andrebbe rivisto. Se infatti dovesse esserci meno bisogno di preridotto, o se gli indiani di Jindal, che sono in corsa, non realizzassero il forno elettrico a Genova (emissari di Jindal lo hanno anticipato al sindaco di Genova, ma il piano degli indiani avrà validità solo se vinceranno la gara), anche l’apporto di gas si ridurrebbe. Ecco perché il confronto è stato spostato a dopo le offerte. Si vuole prima capire chi sono gli investitori, a cosa puntano e cosa propongono.
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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/taranto/ex_ilva_taranto_ministro_urso_scrive_sindaco_bitetti_pronto_venire_citta_cosa_ha_detto-9050954.html
