Il benzene resta “osservato speciale” di Arpa Puglia, l’Agenzia per l’ambiente della Regione Puglia. Si tratta di una delle sostanze inquinanti con effetto cancerogeno che si sprigiona dalle cokerie dell’ex Ilva ma non solo da esse. Quest’anno, in estate, il valore di 5 microgrammi per metro cubo d’aria è stato superato 14 volte. Lo si ricava consultando il portale Qualità dell’aria di Arpa Puglia, l’Agenzia della Regione per la protezione ambientale. In particolare, c’è stato un andamento non preoccupante da gennaio a maggio, poi a giugno si sono verificati i primi rialzi, seguiti a luglio da un’accentuazione e da una crescita ulteriore nella parte centrale di agosto. La fase discendente è avvenuta nell’ultimo periodo del mese.
Il limite posto dalla norma per il benzene, limite che non va superato, è di 5 microgrammi per metro cubo di aria ma come media annuale.

I numeri

Quest’ultima si ricava calcolando i valori orari. Le misurazioni, infatti, si effettuano con frequenza oraria per arrivare alla media annuale. Sono chiesti, nello specifico, almeno 8mila dati validi in un anno per determinare la media annuale. Nella media oraria, il riferimento è costituito da un valore di 27 microgrammi per metro cubo d’aria che rappresenta il livello di esposizione acuta. Dalle relazioni Arpa sulla qualità dell’aria si evince che a Tamburi-via Orsini, il punto più critico delle rilevazioni ambientali, nel 2019 questo valore è stato registrato per 2 volte in un anno, nel 2020 per 84, nel 2021 per 50, nel 2022 per 106, nel 2023 per 155 per poi scendere a 24 volte lo scorso anno. E sono stati proprio i dati del 2022 e del 2023 a far sì che le emissioni del benzene fossero messe sotto la lente con maggiore attenzione.
Spostando invece il focus sulle annualità, a Tamburi-via Orsini la media del 2024 rilevata da Arpa è stata di 2,1 microgrammi per metro cubo di aria e di 1,5 a Tamburi-via Machiavelli. Mentre nel 2023 a Tamburi-via Orsini si è arrivati a 3,6 microgrammi e a 2,1 a Tamburi-via Machiavelli. Il dato annuale resta quindi sotto la soglia dei 5 microgrammi, ma questo non significa che il fenomeno benzene non vada monitorato alla luce dei picchi e degli sforamenti avvenuti. Anche perché nel 2023 i 5 microgrammi sono stati superati alla centralina Meteo-Parchi, che è sul tratto che divide il siderurgico dalla statale per Grottaglie-Brindisi, e alla centralina Direzione, ubicata lungo la statale per Bari.

Inquinamento 

Non a caso il benzene è anche uno degli elementi di indagine della Procura relativamente al reato di inquinamento e disastro ambientale contestato alla gestione ex Ilva prima dell’arrivo dei commissari di Governo a febbraio-marzo 2024, nonché una delle prescrizioni della nuova Autorizzazione integrata ambientale rilasciata alla fabbrica. Nella relazione consegnata alla Procura di Taranto, i periti (l’oncologo Luciano Mutti e l’ex direttore dell’Unità operativa complessa di ricerca dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, Agenas, Giovanni Baglio) scrivono che “l’esposizione a concentrazioni di benzene ben al di sopra dei livelli di guardia, rappresenta senza dubbio un pericolo per la popolazione residente nonché per i lavoratori esposti”. E aggiungono, i periti, come “il rischio di sviluppare una neoplasia legato all’inalazione di benzene sia già presente a concentrazioni medie tra 0.13 e 0.45 microgrammi per metro cubo”.
Nella nuova Aia, invece, a proposito del contrasto al benzene, si prevedono gli impianti di deftalinaggio e il debenzolaggio. Il primo dovrà essere realizzato dall’azienda. Per il secondo, invece, l’Aia rilasciata a luglio – quella oggetto di forti contestazioni di ambientalisti, Cinque Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra – prescrive sl gestore di “presentare all’autorità competente entro sei mesi dall’emanazione, la documentazione progettuale per realizzare anche il debenzolaggio” (prescrizione numero 128).
Resta in piedi, intanto, il problema dell’altoforno 1, che la Procura ha sequestrato senza facoltà d’uso a causa dell’incendio avvenuto a maggio scorso ad una tubiera esterna. A quanto pare, la Procura avrebbe chiesto un’accelerazione dei campionamenti e delle analisi. In quanto ad Arpa, i campionamenti li ha già eseguiti tra giugno e luglio ed ora dovrà effettuare le analisi chimiche. Che potrebbero essere concluse a metà mese o nella fase successiva. Si dovranno però fare anche le analisi meccaniche e fisiche e per queste il consulente incaricato dalla Procura – Paola Russo, ordinario di Chimica industriale e tecnologica all’Università La Sapienza di Roma – starebbe ancora cercando il centro che dovrà effettuarle.
 


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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/taranto/taranto_ex_ilva_benzene_sforamento_limiti-9042796.html