Slitta a ottobre la decisione sull’area a caldo dell’ex Ilva. Il Tribunale di Milano chiede nuovi documenti prima di pronunciarsi sull’azione avviata dai cittadini di Taranto

La decisione del Tribunale di Milano sull’azione inibitoria contro l’area a caldo dell’ex Ilva è stata rinviata al 9 ottobre, a causa dell’assenza nel fascicolo del Parere Istruttorio Conclusivo (PIC) e del Piano di Monitoraggio e Controllo (PMC) redatto da Ispra. Questi documenti sono ritenuti fondamentali per valutare la nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), approvata di recente dal Ministero dell’Ambiente nonostante il parere contrario del Comune di Taranto.
L’azione legale è stata presentata da dieci membri dell’associazione Genitori Tarantini e da un bambino con una rara mutazione genetica, che chiedono la chiusura dell’area a caldo per ragioni sanitarie e ambientali.

Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha interpretato il rinvio come un segnale positivo, lodando il senso di responsabilità istituzionale e definendo l’AIA una garanzia nel rispetto delle norme. Di parere opposto Europa Verde/AVS di Taranto, che ha criticato Urso per dichiarazioni definite fuorvianti e propagandistiche: secondo i Verdi, il Tribunale non avrebbe attribuito alcuna rilevanza positiva alla nuova AIA, ma anzi ne avrebbe evidenziato l’incompletezza tecnica.

Il movimento ambientalista ha sottolineato che l’ordinanza del Tribunale impone nuove udienze con scadenze precise e che restano questioni cruciali ancora aperte: la Valutazione del Danno Sanitario, l’Impatto sulla Salute, l’adeguamento alle BAT europee, gestione delle emissioni e scorie, e i tempi di attuazione delle prescrizioni. Un ulteriore nodo critico è il mancato raccordo tra l’AIA e l’Accordo di Programma per la decarbonizzazione.

Europa Verde accusa infine il governo di piegare i pareri di enti tecnici e autorità locali a logiche politiche, ignorando le condizioni di salute dei cittadini. Ribadita la richiesta: chiusura definitiva dell’area a caldo e avvio di una vera riconversione ecologica, in linea con gli obblighi europei e il diritto alla salute.

Greta Coppola


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Fonte:

Chiusura Area a caldo ex Ilva: Rinviata al 9 ottobre decisione del tribunale di Milano