Il centrodestra fa quadrato, Italia Viva si astiene mentre Pd, 5 Stelle e Avs votano contro. E così la politica non riesce a trovare l’unità sul futuro dell’ex Ilva, dividendosi sull’ordine del giorno presentato dal relatore, il senatore Salvo Pogliese (FdI), d’intesa con il Mimit, al decreto-legge ex Ilva, che è stato approvato dalla commissione industria del Senato. L’ordine del giorno illustra puntualmente il piano di decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico dell’ex Ilva e i primi significativi impegni che il Governo intende assumere per realizzare a Taranto il più grande impianto green d’Europa, guidando la transizione ambientale e tutelando al contempo i lavoratori e l’impresa. L’iniziativa era stata preannunciata nei giorni scorsi dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in occasione degli incontri avuti con gli enti locali pugliesi sul piano di decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico di Taranto e, ieri mattina, nel confronto con il presidente della Regione Liguria e il sindaco di Genova riguardo alle ricadute positive sullo sviluppo del sito di Cornigliano.

L’ordine del giorno sarà successivamente presentato in modo organico alla Camera dei Deputati il prossimo 4 agosto, in occasione della votazione finale sulla conversione del decreto-legge, una volta integrato – come preannunciato dallo stesso Urso – con le indicazioni che giungeranno dai gruppi parlamentari nel dibattito nei due rami del Parlamento, dagli enti locali interessati dagli stabilimenti e dai sindacati, che in questi giorni si stanno riunendo in assemblea con i lavoratori proprio al fine di realizzare un documento unitario.

L’odg, nel dettaglio, «impegna il governo ad attivarsi e a vigilare affinché l’Aia recentemente rilasciata, avente a oggetto un ciclo produttivo a carbone, sia tempestivamente riesaminata alla luce della programmata installazione di forni elettrici e del loro ridotto potenziale emissivo».

Inoltre, impegna il governo «a continuare il negoziato con la Regione Puglia e con gli enti locali per l’approvazione dell’accordo di programma interistituzionale finalizzato alla piena decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto» oltre che «a sostenere il processo di realizzazione degli impianti di produzione del preridotto (Dri) nella misura necessaria all’alimentazione dei forni elettrici, con il coinvolgimento di partner industriali privati nonché attraverso l’ulteriore stanziamento di risorse pubbliche».

Tra le altre disposizioni, l’odg al decreto impegna ancora il governo «a proseguire nel lavoro del “Tavolo Taranto” per l’individuazione di investimenti produttivi nelle aree non utilizzate dello stabilimento e nelle aree contigue in modo da consentire, nei limiti del possibile, in via prioritaria o incentivata, l’assorbimento delle maestranze Ilva». Ed infine, «impegna il governo a valutare l’opportunità di modificare la normativa per l’erogazione degli indennizzi in favore dei proprietari degli immobili nel quartiere di Tamburi al fine di semplificare e snellire le procedure di ammissione ed erogazione del contributo, e ove necessario a rifinanziare il Fondo».

L’andamento del negoziato tra livello centrale e livello locale al momento appare indecifrabile, specie se i partiti al governo in Regione non prenderanno una posizione chiara e magari pure coerente (si devono ai governi di marca Pd diversi decreti salva-Ilva).

«In questo momento è impossibile saperlo» dice il il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, alla domanda se, in caso di assenza di accordo tra il governo e gli enti territoriali sul piano di decarbonizzazione, l’autorizzazione ambientale Aia per l’ex Ilva di Taranto resterà quella approvata la scorsa settimana. «Io credo che è nostro dovere dare un futuro. Dipende da quale sarà il progetto di futuro rispetto alle eventuali manifestazioni di interesse e su quello si farà la valutazione della compatibilità o meno dell’Aia. Questo non è possibile oggi», spiega il ministro.

Ieri, intanto, è iniziata la tre giorni di assemblee organizzate nello stabilimento ex Ilva di Taranto dalle segreterie e dalle Rsu di Fim, Fiom e Uilm per costruire una piattaforma rivendicativa rispetto alle questioni ambientali, occupazionali, sanitarie e industriali nell’ottica dell’avvio del processo di decarbonizzazione. La piattaforma rivendicativa sarà successivamente presentata nel corso del Consiglio di fabbrica che si terrà venerdì 25 luglio, a partire dalle ore 8.30, all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto, al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a quello della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano, ai sindaci dei Comuni di Taranto e di Statte, Piero Bitetti e Fabio Spada, tutti invitati a partecipare in quanto soggetti istituzionali titolati alla sigla dell’accordo di programma interistituzionale.

Ieri pomeriggio il Ministero del Lavoro ha posticipato al primo agosto, alle ore 11, l’incontro per l’esame della richiesta di Cigs presentata da Acciaierie d’Italia, esame inizialmente fissato per il 24 luglio.

Il piano di rilancio e di piena decarbonizzazione degli stabilimenti dell’ex Ilva, insieme alle prospettive di sviluppo del sito di Genova, infine è stato oggetto del confronto odierno tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, e il sindaco di Genova Silvia Salis. Il ministro ha illustrato il percorso di riconversione dell’ex Ilva di Taranto verso la produzione di acciaio green, attraverso l’adozione di quattro forni elettrici – di cui uno a Genova – e la realizzazione di impianti Dri, al fine di ridurre le emissioni e rafforzare la competitività del gruppo siderurgico, nel pieno rispetto dei più avanzati standard sanitari e ambientali. Urso, Bucci e Salis, al termine del colloquio, hanno condiviso l’avvio di un percorso di confronto continuativo che seguirà in parallelo il piano di decarbonizzazione del polo siderurgico di Taranto e il percorso parlamentare del decreto-legge ex Ilva, con l’obiettivo di condividere con gli enti locali anche le misure volte a garantirne la sostenibilità sociale e occupazionale. Urso si è inoltre impegnato, su sollecitazione di Salis e Bucci, affinché il Mimit illustri alla comunità locale, la valenza del progetto che farà dell’Italia il Paese più avanzato in Europa nella siderurgia green.


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Fonte:
https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1777878/sul-futuro-dellex-ilva-per-ora-vincono-le-divisioni.html