L’8 luglio 2025 la IX Commissione del Senato ha ospitato un’audizione che non è stata la solita procedura istituzionale. A parlare è stato Nicola Convertino, Presidente di A.I.G.I. – Associazione Indotto AdI e General Industries, che ha portato a Roma la voce viva di oltre 70 aziende metalmeccaniche e di servizi della provincia di Taranto, insieme a quella di 4.500 lavoratori e delle loro famiglie, comunità che da decenni vivono intrecciate al destino del più grande polo siderurgico del Mediterraneo.

Un intervento che ha alternato cifre, prospettive industriali e proposte tecniche a riflessioni civiche e sociali, con un messaggio chiaro: Taranto può diventare il più importante laboratorio europeo di siderurgia ambientalizzata, ma serve coraggio politico, coesione istituzionale e una visione che rimetta davvero al centro i giovani e l’ambiente.

Un indotto che ha già dimostrato resilienza

Convertino ha ricordato la parabola drammatica del 2015, quando il crollo finanziario del vecchio sistema Ilva lasciò sul campo oltre 150 milioni di euro di crediti inesigibili, rischiando di spazzare via decine di aziende. Quelle imprese però hanno resistito: 70 realtà produttive, distribuite su oltre 30 comuni, che hanno continuato a garantire manutenzioni, servizi, forniture e know-how, sostenendo l’impianto persino nei momenti più bui.

Oggi chiedono di poter finalmente uscire dalla logica della sopravvivenza per entrare in quella di uno sviluppo stabile, pianificato, che dia certezze a chi investe, a chi lavora e a chi sogna di costruire un futuro senza dover partire.

Una strategia che guarda lontano

Il Presidente di A.I.G.I. ha riconosciuto come positivo il recente impegno del Governo con i 200 milioni destinati ad Acciaierie d’Italia e le misure di cassa integrazione, ma ha sottolineato che si tratta soltanto di un primo segnale di presenza dello Stato. Non basta: servono scelte di sistema che trasformino Taranto da simbolo di crisi a polo strategico, autosufficiente dal punto di vista produttivo e finanziario, con benefici su tutta la filiera.

A.I.G.I. ha illustrato un piano tecnico dettagliato:

  • 3 forni elettrici alimentati da centrali convertite a metano,
  • 2 impianti DRI (Direct Reduced Iron) che dal metano evolveranno verso l’idrogeno e un domani verso il nucleare di nuova generazione,
  • graduale dismissione degli altiforni tradizionali entro il 2035,
  • uso di una FSRU – nave rigassificatrice provvisoria per accelerare la transizione.

Un percorso che coniuga occupazione, competitività e ambiente, proiettando Taranto verso il primato di polo siderurgico green più avanzato d’Europa, strategico anche per l’autonomia industriale e la sicurezza geopolitica italiana.

Una legge speciale e la Golden Power: “Lo Stato faccia lo Stato”

Convertino ha quindi chiesto un Accordo di Programma blindato, garantito da una legge speciale per Taranto sul modello di quella adottata per il ponte di Genova: iter autorizzativi certi, poteri straordinari ai commissari, regole chiare che diano fiducia a banche, fondi di investimento e stakeholder industriali.

Ma il messaggio più netto è arrivato alla fine: «Se il tavolo dell’Accordo dovesse fallire, travolto da contrapposizioni politiche o da estremismi, allora lo Stato faccia lo Stato. Assuma direttamente il controllo del sito con un golden power rafforzato, garantendo trasparenza nell’uso dei fondi pubblici e tutela dell’interesse nazionale.»

Giovani, ambiente e comunità: il cuore della proposta

Il discorso di Convertino ha toccato corde profonde. Ha parlato dei giovani del Sud costretti ad andarsene, delle menti migliori che Taranto perde ogni anno per mancanza di opportunità e di un ambiente non ancora pienamente salubre. Ha rivendicato il diritto delle comunità locali a ricevere compensazioni vere, usando le sue stesse parole:

«Che siano concordate e concesse il massimo delle condizioni di ristoro e risarcimento alle comunità locali in termini di royalties, opere pubbliche e partecipazioni dirette della nuova acciaieria nello sport locale ai massimi livelli.»

Non si tratta solo di compensare: si tratta di creare una città dove ambiente, salute e lavoro possano finalmente convivere, trasformando Taranto in un laboratorio europeo di industria sostenibile e qualità della vita.

Una sfida che riguarda tutto il Paese

L’intervento al Senato si è chiuso con un appello accorato, rivolto a politica, istituzioni, imprese e cittadini: superare gli estremismi e i calcoli elettorali, occupare gli spazi lasciati liberi dalla protesta sterile e collaborare tutti insieme a costruire una nuova Taranto.

Perché – ha ribadito Convertino – «i nostri giovani devono avere la libertà di scegliere di restare, non l’obbligo di partire. E il futuro di Taranto è il futuro dell’Italia».

 

Su questo link  il video dell’ intervento al Senato di Martedì 8 Luglio 2025