Sulla vendita dell’ex Ilva, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, conferma che lo Stato ci sarà e rilancia con il progetto di una nave rigassificatrice a Taranto. Questa dovrà alimentare una struttura composta da tre forni elettrici e quattro impianti di preridotto (Dri), così come richiesto nel documento congiunto di sindacati e istituzioni locali.
«Credo che questa sia una cosa piuttosto realistica», sottolinea Urso riguardo alla presenza dello Stato nell’ex Ilva. Nonostante il Comune abbia espresso un netto rifiuto alla nave del gas, Urso afferma: «Credo sia giusto che si ragioni insieme, enti locali e Parlamento». Il ministro è intervenuto a margine dell’audizione in commissione Industria del Senato sul nuovo decreto legge sull’ex Ilva.
Nave rigassificatrice e domanda di gas
L’idea di una rinnovata presenza pubblica nell’ex Ilva non è nuova. Tuttavia, la novità è la proposta della nave rigassificatrice, ritenuta necessaria dopo il no del Comune. Secondo Urso, i forni elettrici e gli impianti conseguenti richiedono un flusso di gas di 1,2 miliardi di metri cubi in 3-4 anni. In caso di implementazione del piano originale con quattro Dri, la domanda crescerebbe a 4,4 miliardi di metri cubi.
Urso ricorda che il precedente consorzio azero, che includeva Baku Steel e Socar, aveva pianificato una nave rigassificatrice, poiché il gas non poteva arrivare via terra dall’Azerbaijan attraverso il Tap. «Il gas previsto era prodotto altrove, probabilmente nel Mediterraneo, per un costo più basso», evidenzia il ministro.
Presenza statale e future prospettive
Per quanto riguarda il coinvolgimento dello Stato nella gestione dell’ex Ilva, Urso conferma: «Può intervenire un soggetto pubblico per rafforzare un piano di investimenti». Contrasta la visione dei sindacati che associano un piano “corto” alla chiusura. Sostiene che investimenti nel revamping degli altiforni dimostrano l’intenzione di garantire continuità produttiva e occupazionale. Inoltre, evidenzia l’impegno del Governo a sostenere la continuità produttiva fino a che non sarà attivato il processo di decarbonizzazione con forni elettrici entro i prossimi cinque anni.
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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/taranto/ex_ilva_stato_nave_rigassificatore_urso-9239950.html
