Lo sciopero a Taranto dei lavoratori e dei delegati sindacali dell’ex Ilva e delle imprese dell’appalto e dell’indotto – sciopero cominciato alle 12 di martedì – è stato temporaneamente sospeso ma la mobilitazione va comunque avanti. Le sigle sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb attendono che Palazzo Chigi convochi un incontro, riapra la discussione e ritiri il piano presentato, drasticamente bocciato dai sindacati, ma intanto convocano in fabbrica per la mattina del 9 dicembre le istituzioni locali e regionali. Obiettivo, “discutere ed affrontare come traguardare il processo di decarbonizzazione, partendo dalla garanzia della continuità produttiva degli stabilimenti del gruppo ex Ilva”. Intanto il sindaco Piero Bitetti va oggi a Roma all’incontro convocato dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso. Sarà presente anche la Regione Puglia.
Lo scontro
Ieri i sindacati hanno ribattuto a quanto Urso ha dichiarato l’altro ieri nel question time alla Camera. Il ministro dice che non è un piano di chiusura quello presentato per l’ex Ilva, ma serve a fare le manutenzioni in modo che la fabbrica il prossimo anno possa essere consegnata al nuovo acquirente con un battente produttivo di 4 milioni di tonnellate. Invece per le sigle, la “continuità produttiva non viene garantita dal piano corto presentato dal Governo e quanto emerso dalla dichiarazione del ministro Urso durante il question-time alla Camera, va in contraddizione con quanto realmente accade negli stabilimenti, a partire dalla chiusura delle cokerie prevista dall’1 gennaio 2026”. Tant’è, si osserva, che “i primi effetti del piano di chiusura stanno emergendo in queste ore con l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 220 lavoratori della Semat”. Ma si registrano “anche notevoli difficoltà di altre aziende dell’appalto e dell’indotto che sono strettamente collegate alla fermata degli impianti annunciati dallo stesso ministro e ovviamente tali difficoltà si ripercuotono sui lavoratori. È utile ricordare al ministro – dicono i sindacati – che in assenza di un acquirente e di un provvedimento che preveda ulteriori risorse finanziarie per garantire le attività di manutenzioni, necessarie queste ultime alla ripartenza degli impianti, dal primo marzo lo stabilimento non avrebbe liquidità per poter continuare a produrre determinando di fatto il fermo di tutti gli stabilimenti”. Infine, concludono le sigle sindacali, “riteniamo utile ribadire al ministro Urso che il sindacato, unitariamente, non ha mai chiesto di mantenere lo status quo dell’amministrazione straordinaria. Al contrario, ha da sempre rivendicato un forte intervento pubblico come unica soluzione per garantire un serio processo di transizione ecologica e sociale attraverso anche un tavolo tecnico specifico sugli strumenti straordinari per i lavoratori. Il tempo degli annunci e finito. Il Governo si confronti con il sindacato, ritiri il piano di chiusura, altrimenti continueremo a mobilitarci”.
Il primo cittadino
Rivolto ai sindacati, il sindaco dice: “Condividiamo le loro motivazioni, non si può dividere Nord e Sud, non si può pensare ad uno “spezzatino” e non si può slegare il tavolo dall’ampiezza del ragionamento. Sarò a Roma in primis per dare voce a queste preoccupazioni e per sostenere una soluzione che tuteli lavoratori, ambiente e futuro della città”. “Intendo aprire un nuovo capitolo nella complessa vicenda dell’ex Ilva – annuncia Bitetti -. Chiederò innanzitutto al ministro Urso di fornirci un quadro puntuale e trasparente degli investimenti – o potenziali investimenti – destinati a Taranto. È arrivato il momento di conoscere nel dettaglio la natura, la consistenza e i tempi di queste opportunità economiche. I posti di lavoro che quasi certamente andranno perduti devono essere compensati con nuove iniziative produttive, calibrate sulle competenze e sulle caratteristiche della forza lavoro in uscita. Contestualmente – annuncia il sindaco – intendo proporre l’istituzione di un ‘Tavolo Taranto’ stabile, sotto il coordinamento della presidente del Consiglio dei ministri, non limitato al solo ministero del Made in Italy, ma esteso al ministero dell’Ambiente e al ministero dell’Università e della Ricerca. Solo mettendo insieme, con continuità, queste componenti – sviluppo economico, riconversione ambientale, innovazione, ricerca e formazione – possiamo costruire una visione unitaria e credibile del futuro”.
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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/taranto/via_blocchi_sospeso_sciopero_oltranza_oggi_sindaco_da_urso-9226941.html
