
domenica 26 ottobre 2025, 16:01 – Ultimo aggiornamento: 16:02
Il rinvio all’11 novembre dell’incontro a Palazzo Chigi sulla vertenza ex Ilva, inizialmente previsto per il 28 ottobre, «è inaccettabile». Lo affermano in una nota unitaria i segretari generali di Fim-Cisl, Biagio Prisciano, Fiom-Cgil, Francesco Brigati, e Uilm-Uil, Davide Sperti, ricordando che «dopo lo sciopero del 16 ottobre e le mobilitazioni dei lavoratori a Taranto» servivano risposte urgenti.
L’allarme
«È a rischio il presente rispetto alla continuità produttiva dello stabilimento – sottolineano – perché l’utilizzo della cassa integrazione anche per gli addetti alla manutenzione mette seriamente in discussione la ripartenza dell’altoforno 2». Secondo i sindacati, l’aumento della cigs a 4.450 lavoratori «determina un rallentamento delle attività dovuto agli squilibri finanziari».
Denunciano inoltre «problemi di risorse legati alla gestione commissariale che il governo deve tenere in conto» e definiscono «inconsistenti e inaccettabili» le offerte per l’acquisizione degli stabilimenti, «in particolare quella del fondo Bedrock Industries, che prevede esuberi consistenti».
Preoccupazione anche per il taglio di 300 milioni dai Fondi di sviluppo e coesione destinati al Dri: «Decisione che necessita di urgenti chiarimenti». Fim, Fiom e Uilm si sono quindi «autoconvocati a Palazzo Chigi per il 28 ottobre».
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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/taranto/ex_ilva_sindacati_contro_governo_rinvio_incontro_rischio_produzione-9150713.html
