C’è la bozza sull’intesa che porta alla decarbonizzazione: ma non ci sono i tempi. La bozza di intesa sulla decarbonizzazione degli impianti dell’ex Ilva firmata al ministero delle Imprese non indica i tempi per il passaggio alla produzione con forni elettrici né la decisione su dove localizzare il polo Dri per produrre il preridotto necessario ad alimentarli. Le parti si impegnano a convocare una nuova riunione del tavolo in data successiva al 15 settembre (termine ultimo per la presentazione di offerte vincolanti della nuova gara) «per esaminare le prime evidenze della Procedura e valutare la possibile localizzazione degli impianti di preridotto».
La riunione romana
È ripreso il tavolo ex Ilva al Mimit, dopo una lunga continuativa mediazione politica e tecnica. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, aveva sospeso i lavori del Tavolo sull’ex Ilva di Taranto per consentire la riunione tecnica tra gli uffici, coordinata dal capo legislativo del Mimit, Giulio Veltri, al fine di concordare il testo finale dell’intesa anche in riferimento ad alcune richieste di Regione Puglia ed enti locali. È quanto si apprende da fonti presenti all’incontro.
La riunione iniziata in mattinata
È iniziata questa mattina al Ministero delle Imprese e del made in Italy a Palazzo Piacentini la riunione per definire l’accordo di programma interistituzionale sulla piena decarbonizzazione dell’ex Ilva di Taranto. Il tavolo, presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, vede collegati il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, rappresentanti dei ministeri della Salute e dell’Interno, e in presenza il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, accompagnato da una numerosa delegazione istituzionale e tecnica.
Partecipano anche i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e Ilva in amministrazione straordinaria, il consigliere del premier per le relazioni con le parti sociali Stefano Caldoro, e in videocollegamento il sindaco di Taranto Piero Bitetti. Presenti inoltre i vertici di Dri Italia – il presidente Cesare Pozzi e l’ad Ferruccio Ferranti – società di Invitalia impegnata nello sviluppo degli impianti per il preridotto, elemento cruciale per alimentare i futuri forni elettrici.
La realizzazione del polo Dri a Taranto, che limiterebbe l’impatto occupazionale della riconversione, resta uno dei nodi centrali: per funzionare avrebbe bisogno di una nave rigassificatrice, mentre un’ipotesi alternativa prevede la costruzione degli impianti a Gioia Tauro.
L’incontro pre riunione
Alla vigilia dell’incontro, Urso ed Emiliano hanno avuto un colloquio preparatorio per definire una linea comune. Il Mimit ha ribadito che l’obiettivo è “offrire certezze ai lavoratori e alle imprese dell’indotto, e una prospettiva concreta di piena decarbonizzazione e rilancio produttivo del sito siderurgico di Taranto”.
Emiliano: “Tre pilastri per l’intesa”
All’arrivo al ministero, il governatore Emiliano ha chiarito lo spirito della partecipazione: “Siamo qui per trovare un accordo vero, non per fingere di trovarlo. Questa data è stata chiesta dagli enti locali, in particolare dal sindaco di Taranto”. Per Emiliano, infatti l’intesa si deve reggere su tre pilastri: la piena decarbonizzazione, la continuità occupazionale e le compensazioni per il territorio: “Bisogna abbattere tutte le emissioni pericolose ancora presenti, fissando tempi e modalità chiare – ha dichiarato il governatore di puglia – Serve una tutela totale dei livelli occupazionali, con il reimpiego di tutti gli addetti, anche diversificando le attività dell’area industriale”. Riferendosi alle compensazioni, emiliano ha detto: “Taranto deve uscire dalla monocultura dell’acciaio, rafforzare sanità, controlli ambientali e offerta culturale, diventando una capitale del Mediterraneo”. Il presidente della Regione ha avvertito che “mandare a casa 18mila persone e far chiudere la fabbrica per implosione sarebbe una catastrofe per la città, la Puglia e l’Italia”.
Urso: “Servono segnali agli investitori”
Nel corso del tavolo, il ministro Urso ha rivolto un appello alla responsabilità: “Oggi dobbiamo dare un segnale positivo agli investitori che stanno valutando se e come presentare un’offerta per l’ex Ilva”. Il ministro ha ricordato che nelle ultime ore, dopo contatti con enti locali e forze politiche, è stata trasmessa una bozza di intesa sulla decarbonizzazione.
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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/taranto/ex_ilva_incontro_roma_ministero_decarbonizzazione-9009453.html
