Il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano dopo l’incontro a Palazzo Chigi

ROMA – Un tavolo ad alta tensione si è svolto a Palazzo Chigi per affrontare il nodo della vertenza ex Ilva e delineare le strategie per il futuro delle Acciaierie d’Italia. All’incontro hanno preso parte il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovani, i commissari straordinari e i vertici delle organizzazioni sindacali, tra cui il segretario generale Ferdinando Uliano e il segretario nazionale Valerio D’Alò della FIM CISL.

Dal canto loro, i rappresentanti della FIM CISL hanno espresso con chiarezza la posizione del sindacato. Uliano e D’Alò hanno dichiarato di condividere l’ipotesi di tre forni elettrici a Taranto, uno a Genova e quattro impianti DRI nel sito jonico, pur riconoscendo che il percorso comporterà un “costo sociale” da affrontare con un patto occupazionale che salvaguardi i lavoratori e rilanci l’intero comparto.

La sigla sindacale ha respinto ogni ipotesi che escluda la produzione di preridotto a Taranto, avvertendo del rischio di una “catastrofe sociale” e di un impatto ambientale maggiore se la produzione venisse spostata altrove. Ha bocciato l’idea di una “mini Ilva” e ammonito che i 5 miliardi di investimenti previsti non possono essere ridimensionati.

La FIM CISL ha infine ribadito che tutela ambientale, salute e occupazione devono restare elementi inscindibili nella strategia di rilancio, affinché la transizione industriale non penalizzi i lavoratori e non comprometta il futuro di Taranto come grande polo siderurgico europeo.

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Fonte:
https://buonasera24.it/news/cronaca/898857/ex-ilva-no-a-soluzioni-al-ribasso-serve-un-vero-piano-industriale-il-video.html