Si potrebbe ufficialmente conoscere domani qual è l’offerta ritenuta migliore per l’acquisizione dell’intero gruppo Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, ex Ilva, tra le due presentate ai commissari: Flacks Group e Bedrock. Si tratta di due fondi di investimento americani.
Tutto comunque sembra propendere per Flacks. Fonti vicine al dossier confermano che la proposta di Flacks, come già emerso in questi giorni, presenta “elementi oggettivamente migliori rispetto a quella di Bedrock”, anche se bisognerà comunque chiarire come Flacks realizzerà gli impegni annunciati. «L’offerta di Bedrock – si specifica – resta comunque in campo almeno per il momento. E vi resterà sino a quando sarà fatta la scelta della trattativa esclusiva. Prima di questa fase, Bedrock potrebbe ancora rilanciare».
Giorno decisivo per l’acquisizione
Ma perché domani? Perché si riuniranno – e si tratta di riunioni separate – i comitati di sorveglianza di Ilva in As e di Acciaierie d’Italia As, rispettivamente proprietà e gestore degli impianti e degli stabilimenti messi ora in vendita attraverso la gara. Ai due comitati di sorveglianza, le terne commissariali di Ilva e di Acciaierie d’Italia hanno indicato l’offerta migliore tra le due pervenute per l’intero gruppo – le altre sette arrivate riguardano invece singoli asset del gruppo – e ora i comitati dovranno esprimersi. Il loro parere sarà poi trasmesso al ministro delle Imprese, Adolfo Urso, che quindi autorizzerà i commissari a trattare in esclusiva con il soggetto la cui offerta è ritenuta la più valida, soggetto che dovrebbe appunto essere il fondo Flacks Group. Partirà così il negoziato volto ad approfondire i vari aspetti della proposta, e anche a migliorarli, sino ad arrivare alla definizione del contratto di vendita.
Progetti futuri
Il ministro Urso ha indicato l’obiettivo di concludere la cessione dell’ex Ilva al nuovo investitore nella prima parte del 2026. Flacks, che comprerebbe l’azienda per un euro, ha annunciato 5 miliardi di investimenti, una produzione di 4 milioni di tonnellate di acciaio, 8.500 assunti con proiezione a 10.000, presenza dello Stato al 40% nella nuova società e impegno a riacquistare nel giro di qualche anno la quota statale pagandola tra 500 milioni-un miliardo.
Flacks è sceso in campo per l’ex Ilva con la seconda gara quella lanciata ad agosto e che ha avuto due step: 26 settembre per la presentazione delle manifestazioni di interesse e 11 dicembre per la presentazione dell’offerta da parte dei due gruppi interessati a rilevare l’insieme delle attività societarie. Bedrock, invece, si era già presentato alla prima gara: luglio 2024-gennaio 2025. Nelle scorse settimane, una delegazione di tecnici di Flacks ha visitato gli impianti di Taranto.
Manutenzioni e strategie
Intanto, tre batterie della cokeria dell’ex Ilva, la 7, la 8 e la 12, si avviano alla fermata. Era inizialmente prevista ai primi di gennaio, adesso è invece slittata a metà mese, presumibilmente intorno al 18, e attualmente è confermata. Le batterie saranno messe in preriscaldo. Non alimenteranno la produzione di coke, ma non saranno nemmeno spente. La fermata rientra nel piano presentato nelle scorse settimane da Acciaierie d’Italia e dal Governo e oggetto di forti contrasti. I sindacati, infatti, dicono che è un piano che porta alla chiusura e ne chiedono il ritiro. Invece Governo e commissari ribattono sostenendo che non è un piano di chiusura ma di manutenzione. Nel caso delle batterie, la manutenzione riguarderà gli impianti di gas collegati. Si interviene ora perché la fabbrica gira a basso regime ed ha un solo altoforno operativo. Nelle batterie – grandi forni in refrattario – il carbone viene riscaldato per produrre coke, un combustibile essenziale per la marcia degli altiforni. Nella fase in cui non ci sarà produzione, il coke sarà acquistato all’esterno, come peraltro è stato già comunicato dall’azienda, mentre il personale andrà in cassa integrazione. I tempi della manutenzione sono in valutazione e dovrebbero essere di circa due mesi. Nel frattempo, l’altoforno 2 dovrebbe essere riacceso intorno al 20 gennaio, al termine del ripristino effettuato in questi mesi. Per un breve periodo di tempo, il siderurgico andrà con due altiforni, il 2 e il 4, dopodiché stabilizzata la marcia del 2, il 4 sarà fermato per lavori che dovrebbero durare un paio di mesi, essendo meno complessi di quelli fatti sul 2 e di quelli che occorrerà fare sull’1 se dovesse essere dissequestrato dalla Procura. Acciaierie ha già fatto istanza di dissequestro – fu bloccato dalla procura dopo l’incendio dello scorso 7 maggio – ed è in attesa di una risposta. Se dovesse essere favorevole, sull’1 ci vorranno sei-sette mesi di lavori prima di riaccenderlo. Mentre dopo che si sarà tornati a due altiforni operativi, il 2 e il 4, saranno riattivate anche le batterie del coke.
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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/taranto/ex_ilva_conto_rovescia_cokeria_stop_tre_batterie-9266568.html
