Il primo passo concreto verso la riapertura del cantiere delle facciate di Palazzo degli Uffici è arrivato. È stata pubblicata la procedura per individuare il direttore dei lavori. Un adempimento atteso da anni, che per l’amministrazione rappresenta l’avvio formale dell’ultima fase prima dell’appalto.

«Abbiamo una scadenza importante: entro fine dicembre i progettisti consegneranno il progetto esecutivo delle facciate – spiega il vicesindaco Mattia Giorno – Dopo la verifica e la validazione, potremo procedere alla gara d’appalto dei lavori. Ed è fondamentale che la gara per il direttore lavori sia aggiudicata per tempo, perché è condizione necessaria per avviare il cantiere». L’obiettivo è rispettare un cronoprogramma che, almeno sulla carta, appare definito: «Puntiamo a chiudere il progetto entro il 2025 e a pubblicare la gara dei lavori già all’inizio del 2026», sottolinea. Resta in sospeso il tema di sempre: il colore. «La scelta della cromia definitiva continua a essere oggetto di discussione con la Soprintendenza – conferma il vicesindaco –. È un passaggio che non va sottovalutato, perché riguarda un edificio identitario della città. Individueremo una soluzione condivisa».

L’avvio del cantiere, in teoria, potrebbe arrivare già a inizio estate. Ma la presenza dei Giochi del Mediterraneo impone prudenza: «Il cantiere non interferisce con le opere dei Giochi – chiarisce Giorno – ma dovremo valutare l’area di cantiere. Non è detto che sia opportuno aprirlo durante l’evento. Alcuni aspetti si potranno definire solo dopo l’aggiudicazione e confrontandoci con l’impresa vincitrice». Quanto ai tempi di esecuzione, le previsioni non sono brevi: «Considerata la complessità dell’opera, credo che non si riuscirà a concludere prima di due anni dall’avvio vero e proprio dei lavori».

La partita delle facciate è solo una parte del lungo percorso sul futuro di Palazzo degli Uffici, una vicenda amministrativa iniziata più di dieci anni fa nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo per Taranto. Una mole imponente di atti – gare, affidamenti, validazioni, conferenze di servizi – che hanno portato all’attuale articolazione dei lavori in due lotti, con un finanziamento complessivo di oltre 25 milioni di euro. Il primo lotto, quello che ora entra nella fase operativa, vale poco più di 10 milioni ed è destinato proprio al recupero delle facciate.

Ben più delicata, e ancora tutta da costruire, è invece la discussione sul destino degli spazi interni. Qui il vicesindaco è cauto: «Per l’interno stimiamo un fabbisogno ulteriore di circa 30 milioni di euro. È un intervento molto più complesso, per il quale sarà decisiva la scelta della destinazione d’uso. Il Comune è il soggetto titolato a decidere cosa ospiterà il Palazzo. Ma è una decisione che non può basarsi su ciò che ci piace: bisogna partire dalla tipologia dell’immobile, dalla sua storia e dalla capacità della destinazione scelta di alleggerire i costi e attrarre nuove risorse».

Le ipotesi, al momento, restano sullo sfondo: «È prematuro parlarne – afferma Giorno –. Posso dire che se una parte dell’edificio diventasse museo, allora potrebbero aprirsi canali di finanziamento ministeriali utili a coprire una parte delle risorse mancanti. Ma se si decidesse di non destinare spazi a funzioni museali, quella possibilità verrebbe meno». L’annuncio del bando arriva al termine di una storia che, per complessità e durata, ha pochi eguali. Il cantiere del Palazzo degli Uffici è infatti fermo dal 2002, quando l’immobile – all’epoca ancora sede del liceo “Archita” – fu chiuso per avviare gli interventi di restauro e messa in sicurezza. Da allora si è susseguita una sequenza di appalti, rescissioni, progettazioni e blocchi. In estrema sintesi: un primo affidamento dei lavori fu avviato nei primi anni Duemila, ma già nel 2007 il cantiere risultava sostanzialmente fermo, mentre il progetto veniva riproposto più volte con costi e previsioni differenti. Nel 2013 il Comune decise per una riformulazione complessiva del piano, seguita dal nuovo appalto assegnato nel 2015 a un’associazione temporanea di imprese. Neppure quella fase, però, portò alla riapertura definitiva: nel 2017 intervenne la prima grande revisione della perizia, mentre nel 2018 il contenzioso tra impresa e stazione appaltante iniziò a rallentare ulteriormente il procedimento.

Un nuovo impulso arrivò nel 2020, con la disponibilità dei fondi regionali e della progettazione esecutiva aggiornata. Solo nel 2022, però, il cantiere sembrò avviarsi verso un reale riavvio, salvo poi bloccarsi di nuovo nel 2023, quando la direzione lavori comunicò formalmente l’impossibilità di proseguire, aprendo la fase di incertezza che ha reso necessario il nuovo bando.


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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/taranto/bando_direttore_lavori_palazzo_uffici_taranto-9224823.html