La Corte dei Conti ha messo nero su bianco la fotografia più aggiornata dei bilanci del Comune di Taranto, analizzando i rendiconti dal 2021 al 2023 e spingendosi fino ai dati del 2024 per valutare l’evoluzione delle principali criticità. Un’immagine che, pur registrando alcuni miglioramenti, continua a mostrare diversi punti deboli nella gestione finanziaria dell’ente.

Rischi legati ai residui attivi

Uno dei dati più significativi della deliberazione – presidente Cinzia Barisano, magistrato relatore Nunzio Mario Ritto – riguarda i residui attivi, cioè i crediti che il Comune ha formalmente accertato ma che non ha ancora incassato. La loro consistenza ha superato quota 444 milioni nel 2023, salendo a oltre 465 milioni nel 2024. Una massa definita “eccessiva”, che rischia di alterare la reale capacità di spesa dell’ente, soprattutto perché una parte consistente è ormai “vetusta”, cioè ferma da anni senza riscossione.

Proprio per questo cresce il Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE), che serve a coprire il rischio di mancato incasso. Nel 2020 era pari a 180 milioni, nel 2023 ha raggiunto 251 milioni, fino ad arrivare a 282 milioni nel 2024. Un aumento che la Corte interpreta come il segnale di una riscossione debole e di una prudenza necessaria per evitare disavanzi futuri. Ma allo stesso tempo, più il fondo cresce, meno risorse restano realmente disponibili. Il risultato è che l’avanzo di amministrazione, pur crescendo sulla carta fino a 379 milioni nel 2023, è in larga parte “bloccato”: oltre 323 milioni sono accantonati o vincolati. La parte effettivamente spendibile è poco più di 900mila euro. È per questo che i magistrati parlano di “avanzo virtuale”.

Difficoltà nella riscossione

Il quadro della riscossione conferma le difficoltà dell’ente. La capacità complessiva di incassare le entrate – tra competenza e residui – resta stabilmente sotto la soglia del 47% considerata limite di deficitarietà strutturale: 35% nel 2021, 40% nel 2022, 38% nel 2023, 43% nel 2024. In miglioramento, ma ancora insufficiente.

Ancora più deboli gli incassi legati all’evasione tributaria: nel 2021 il Comune ha recuperato il 28% delle somme accertate, nel 2022 addirittura solo il 9,8%, nel 2023 il 14%. Nel 2024 si registrano progressi, con un aumento degli incassi IMU e TARI comunicato dall’ente, ma la Corte sottolinea che il ricorso massiccio alle rateizzazioni dilata ulteriormente i tempi. Sotto osservazione anche le sanzioni del Codice della strada, con accertamenti elevati e riscossioni molto basse. La Corte critica il fatto che il Comune non abbia spiegato quali misure intenda adottare per migliorare il recupero e ricorda che il controllo sull’operato dei concessionari della riscossione “resta in capo all’ente, non alle società incaricate”.

Criticità finanziarie e raccomandazioni

Il Collegio, “pur prendendo atto di quanto evidenziato dall’ente nonché del miglioramento delle percentuali di incasso nell’esercizio 2024”, evidenzia che una “scarsa capacità di riscossione complessiva, rischiando di incidere sull’effettiva disponibilità, in termini di cassa, delle entrate previste a preventivo per il finanziamento dei programmi di spesa, potrebbe vulnerare gli equilibri finanziari dell’ente”. Tra le voci più problematiche ci sono i debiti fuori bilancio, passati da 1,8 milioni nel 2020 a oltre 9,6 milioni nel 2023. Una crescita definita “rilevante”, che indica una programmazione non sempre adeguata.

Sul fronte degli accantonamenti, la Corte analizza il fondo per il contenzioso, che oscilla da 7,9 milioni nel 2021 a 14,5 milioni nel 2022, per poi scendere a 11,3 milioni nel 2023. Ma la questione più rilevante resta il maxi-contenzioso con Intesa Sanpaolo, legato all’operazione obbligazionaria del 2004. Su questo fronte la Corte chiede al Comune una stima “attendibile e aggiornata”, per evitare rischi amplificati sugli equilibri futuri.

Cresce anche il fondo perdite delle società partecipate: 3 milioni nel 2021, 2,2 milioni nel 2022, 5,6 milioni nel 2023. Le problematiche principali sono relative a Kyma Ambiente, con debiti di oltre 40 milioni di euro, Kyma Mobilità chiude il 2023 con un utile di oltre 4,3 milioni, CTP registra un attivo di più di 3 milioni, mentre Kyma Servizi resta su margini modesti.

Nel complesso, la magistratura contabile formula una serie di raccomandazioni: rafforzare la riscossione, accelerare la revisione dei residui, programmare con maggiore accuratezza per evitare nuovi debiti fuori bilancio, garantire trasparenza sugli accantonamenti e proseguire nel percorso di risanamento dopo anni di dissesto. La Corte accerta “la presenza, nei termini evidenziati in parte motiva, dei sopra menzionati profili di criticità con riferimento alla sana gestione finanziaria dell’ente”. Una diagnosi severa, ma accompagnata da indicazioni operative, con l’obiettivo – sottolinea la Corte – di salvaguardare la “sana gestione finanziaria” dell’ente e la stabilità dei conti pubblici locali.

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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/taranto/comune_conti_corte_conti_riscossioni_deboli_criticita-9222550.html