«Grazie alla tua arroganza la città di Taranto ha perso un consigliere regionale. E quanto all’umiltà non penso tu conosca il significato della parola. Mi unisco a tutte quelle persone che aspettano le tue dimissioni. Credimi sono tante». Deflagra come una bomba – non certo inaspettata – il commento che Vincenzo Di Gregorio riserva a Mattia Giorno il giorno dopo i risultati delle Regionali. Entrambi del Pd, entrambi delusi e non eletti. Sotto la cenere covavano da tempo ed era solo questione di tempo: i risultati del voto hanno fatto esplodere tutte le tensioni e i riflessi sul Comune ci saranno inevitabilmente.
Innanzitutto, la partita tutta interna al Partito Democratico che vuole ovviamente evitare questa sorta di “assalto” al vicesindaco Giorno. Di Gregorio, forte del suo risultato in città dove è il più suffragato in assoluto (4.136 preferenze a Taranto città), ha rinfacciato a Giorno la scelta di candidarsi e sottrarre voti. Ma di recente aveva anche attaccato l’assessore ai Lavori Pubblici Lucio Lonoce che avrebbe appoggiato la candidatura di Cosimo Borraccino, poi effettivamente eletto. Ora, è probabile che Di Gregorio passi all’incasso chiedendo qualcosa in più rispetto all’unico assessore in giunta di sua espressione, Federica Stamerra. E Giorno? Il giovane vicesindaco si è detto amareggiato per la sconfitta alle Regionali ma non ha fatto alcun cenno a dimissioni. E per chiudere il cerchio, il Pd ha anche da discutere la situazione creatasi qualche tempo fa che suscitò la disapprovazione dei vertici: Luca Contrario in aula consiliare votò a favore della mozione del M5s sull’ex Ilva forza di opposizione. Certamente a breve il partito che traina la maggioranza farà un confronto interno per evitare scossoni che però al momento sembrano inevitabili.
Da capire poi la situazione dei Verdi che esprimono un consigliere di maggioranza, Antonio Lenti e un assessore all’Ambiente, Fulvia Gravame. Il sindaco Bitetti ha richiamato tutti all’ordine e intimando di finirla con gli attacchi interni, riferimento non esplicitato ma del tutto riconducibile ad alcune considerazioni proprio degli esponenti dei Verdi. In particolare su temi ambientali come ex Ilva e dissalatore sul Tara.
C’è poi la questione del consiglio comunale. Qui, è certo, tante cose cambieranno. Volti e schieramenti. È questione ormai solo di ufficializzazione ma Gianni Azzaro rientrerà nel Pd, finendo quindi in maggioranza. Tra i Cinque stelle ci sarà un cambio perché nel regolamento interno è previsto che non si possano ricoprire due incarichi: la nuova consigliera regionale Annagrazia Angolano lascerà il posto da consigliere comunale a Gregorio Stano, primo dei non eletti.
Stessa sorte dovrebbe accadere in Forza Italia, con Massimiliano Di Cuia intenzionato a concentrarsi sugli scranni baresi: gli subentrerebbe Rosario Ungaro. Attesa per la scelta di Giampaolo Vietri di FdI: in caso di dimissioni, entrerebbe in assise Matilde Percolla. Da tempo poi si vocifera di possibili dimissioni di Francesco Tacente: l’ex candidato sindaco arrivato al ballottaggio avrebbe espresso insofferenza per dinamiche, liturgie e lungaggini a cui non era abituato.
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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/taranto/caos_pd_di_gregorio_giorno_arrogante_dimissioni-9210801.html
