Non fa nomi, ma non è così complicato capire i destinatari del messaggio. Anzi, dell’intemerata. Il sindaco Piero Bitetti ha atteso il gong sul voto delle Regionali per togliersi qualche sassolino, ma è evidente che è solo il primo passaggio di quanto ampiamente previsto. Perché gli esiti finali delle Regionali porteranno anche a Taranto assestamenti e rimescolamenti, tra giunta e consiglio comunale.
Il messaggio del sindaco
Prima di tutto, il passaggio chiave di ieri del primo cittadino: «Non tollererò più che l’ente civico che mi onoro di guidare diventi il bersaglio preferito di chi vuole destabilizzare il quadro politico dimenticando forse che tutti insieme, collegialmente, abbiamo scritto il programma con il quale ci siamo presentati agli elettori chiedendo il consenso necessario per amministrare la città».
In queste settimane – e anche negli ultimi giorni – le fibrillazioni in maggioranza sono state molte. Se si va indietro nel tempo, impossibile non ricordare per esempio il voto dei consiglieri Luca Contrario (Pd) e Antonio Lenti (Avs) a favore della mozione della consigliera di opposizione del M5s Annagrazia Angolano: quella volta, il motivo del contendere fu il ricorso contro l’Aia all’ex Ilva.
La situazione attuale
Più di recente, è ancora una volta il tema ambientale in primo piano: i Verdi hanno di recente presentato il ricorso al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche contro il dissalatore sul fiume Tara. E proprio Lenti in un post social si è detto dispiaciuto «che il Comune non abbia ritenuto opportuno fare ricorso dopo aver ascoltato il parere dei suoi legali, so che a breve usciranno con le motivazioni, ma noi non possiamo assolutamente sottrarci ai nostri impegni e alle nostre battaglie». Aggiungendo, poi: «Purtroppo avere un solo consigliere in maggioranza è penalizzante, non ci permette di orientare sempre le decisioni amministrative e di incidere come vorremmo. Fortunatamente in consiglio ci sono persone in gamba ed amici come Luca Contrario con cui spesso riusciamo a fare sponda, ma non basta. Di una sola cosa però sono sicuro, senza di noi, che sui temi ambientali siamo i più sensibili, all’interno del consiglio comunale ci sarebbe il nulla totale. Per quanto riguarda Ilva, stendiamo un velo pietoso».
Alcune critiche sono arrivate anche dalla segretaria provinciale del Pd Filippetti rispetto all’iniziativa del bando comunale che prevede una short list di professionisti non retribuiti per progetti di alta tecnologia e innovazione. In questo quadro, bisognerà attendere gli esiti ufficiali delle urne regionali – Mattia Giorno, vicesindaco e Francesco Cosa, assessore alle Attività produttive gli esponenti della giunta in corsa – per capire i prossimi equilibri.
Riorganizzazione e futuro
Sarà un gioco a incastri e la geografia del consiglio comunale cambierà certamente: Gianni Azzaro, per esempio, è in predicato di entrare nei ranghi della maggioranza.
L’ammonimento di Bitetti, allora, risuona come un richiamo a tutti. In primis, a chi ha siglato quel patto solo qualche mese fa prima delle amministrative. Bitetti rimarca come il Comune di Taranto nelle ultime settimane sia stato «preso di mira da alcuni dirigenti politici. Conosco le insidie delle campagne elettorali, quando il fervore della propaganda può far perdere la misura per comprendere il senso di certi provvedimenti amministrativi e i criteri che ne hanno determinato l’adozione. Ma una cosa è la critica costruttiva, un’altra sono gli attacchi scomposti e fuori luogo. Ho taciuto proprio perché, appunto, il clima da campagna elettorale può giocare brutti scherzi. Adesso però la campagna elettorale è finita. Mi aspetto da tutti massima collaborazione e responsabilità per affrontare nel migliore dei modi la crisi economica e sociale che tutti conosciamo».
Nel messaggio, Bitetti mostra grande preoccupazione per l’astensionismo di quest’ultima tornata e infine fa un auspicio: «La nostra bussola rimane perciò l’unità della coalizione mentre il nostro principale obiettivo è sempre lo stesso: risolvere i problemi e migliorare la qualità della vita dei tarantini per quel che ci compete in termini di responsabilità».
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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/taranto/bitetti_affondo_post_voto_non_tollerero_piu_vuole_destabilizzare-9208570.html
