Sulla crisi della Cittadella della Carità la Curia rompe il silenzio e mette sul tavolo un impegno preciso: il pagamento degli stipendi di ottobre ai dipendenti della Fondazione. A comunicarlo è l’arcivescovo di Taranto Ciro Miniero, con una lettera ufficiale inviata alle organizzazioni sindacali. «Avendo avuto contezza della situazione critica che la Fondazione Cittadella della Carità sta attraversando, al fine di consentire preliminarmente la prosecuzione dell’attività sanitaria nonché l’iter procedurale del concordato preventivo, la Diocesi dà la disponibilità al pagamento degli stipendi di ottobre 2025», scrive Miniero, precisando che sono già in corso confronti con i tecnici «per individuare la forma tecnico-giuridica che consente l’apporto di quanto necessario nel rispetto e nella tutela di tutte le parti».

Nella missiva l’arcivescovo rassicura inoltre le organizzazioni sindacali sulla volontà della Curia di restare al fianco della Fondazione. «La Diocesi – assicura – continuerà ad essere presente nel condividere e rispettare la mission della Fondazione, confidando nel lavoro del Cda di cui ha piena fiducia».

Parole che arrivano mentre il quadro economico resta pesantissimo (i sindacati hanno parlato di oltre 20 milioni di euro di debiti), una procedura di concordato preventivo in continuità pendente davanti al Tribunale di Taranto e una situazione di costante incertezza, con stipendi pagati in ritardo da tre mesi e nessuna notizia ufficiale sugli sviluppi della ristrutturazione.

La reazione Cisl

Immediata la reazione della Cisl Fp, che ha accolto con favore l’intervento della Curia. «Consideriamo queste dichiarazioni del vescovo come un importante segnale di responsabilità e condivisione delle problematiche che da mesi attanagliano la suddetta struttura sanitaria», sottolinea la segretaria territoriale Flavia Ciracì, ribadendo però che la vertenza resta aperta e complessa. «Come Cisl FP – aggiunge – continueremo a vigilare su tutte le fasi concordatarie, affinché il futuro di Cittadella e dei suoi dipendenti siano salvaguardati».

Un passaggio che richiama il valore storico e sociale della struttura, definita un’eccellenza nata «da un’ispirazione cristiana dell’allora vescovo Mons. Motolese» e considerata irrinunciabile per Taranto e il suo hinterland.

Nei giorni scorsi, prima dell’intervento ufficiale della Curia, la tensione era esplosa con il sit-in organizzato da Cisl FP, Fials e Ugl Salute davanti ai cancelli della struttura sanitaria. Le sigle avevano denunciato pubblicamente i continui ritardi nelle retribuzioni e un clima definito «davvero invivibile» per la «costante incertezza sul futuro di questa importante struttura sanitaria», sottolineando come la crisi non riguardi solo i circa 150 lavoratori ma l’intero territorio tarantino, già provato da altre vertenze. Preoccupazione accresciuta, inoltre, dalle notizie su un presunto maxi pignoramento per debiti tributari da parte dell’Agenzia delle Entrate, elemento che rischia di compromettere ulteriormente i livelli occupazionali. «Ora basta, abbiamo pazientato a sufficienza, esigiamo garanzie occupazionali», avevano scandito i rappresentanti dei lavoratori. 

La Cgil

Più articolata e dal tono fortemente critico la posizione della Fp Cgil, che nei giorni precedenti si era rivolta direttamente all’arcivescovo Miniero con una missiva per denunciare la sofferenza del personale e le gravi incertezze sul destino della casa di cura. Il sindacato ha evidenziato come i ritardi negli stipendi, i carichi di lavoro insostenibili e la mancanza di chiarezza sul piano industriale abbiano generato un profondo stato di frustrazione tra i dipendenti.

La Fp Cgil ha anche richiamato l’attenzione sul ruolo della Curia quale soggetto proprietario, sollecitando un’assunzione di responsabilità più decisa per garantire la continuità della struttura e tutelare la sua missione originaria. In questo contesto, è stato ribadito il timore che il piano concordatario non offra sufficienti garanzie di sostenibilità e rilancio, mentre il tempo continua a scorrere in un clima di precarietà e attesa.

La mossa della Curia allenta temporaneamente la pressione, ma non dissolve le criticità strutturali. La partita resta aperta, tra procedure giudiziarie, tensioni sindacali e l’urgenza di restituire certezze a lavoratori e pazienti.

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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/taranto/cittadella_carita_pagare_stipendi_ci_pensa_vescovo-9206782.html