L’Autorità portuale del Mar Ionio vuole stringere su Yilport, l’operatore turco che dal 2020 ha in concessione per il traffico container il molo polisettoriale, ma i cui risultati sono notevolmente al di sotto degli obiettivi fissati dalla concessione per il primo biennio di attività. Nella sua prima conferenza stampa da presidente dell’Autorità portuale del Mar Ionio, Giovanni Gugliotti – nominato nei giorni scorsi dal ministro dei Trasporti e delle infrastrutture, Matteo Salvini – fissa una specie di punto e a capo per Yilport e dragaggi, uno dei maggiori problemi aperti per il porto di Taranto. «Rivedere la concessione con Yilport è un’opzione sul tavolo – dice Gugliotti – ed è stata la mia prima opzione quando mi sono insediato. Ho quindi convocato l’operatore e ho spiegato che gli impegni assunti nel primo e secondo anno, rispettivamente 120mila e 240mila container, non sono stati garantiti. Loro hanno detto che per i primi due anni si erano impegnati per un traffico minore, ma dal terzo anno sarebbero saliti a 700mila sino ad arrivare a regime a 2 milioni di container. Non lo hanno potuto fare addebitando a noi i mancati dragaggi. Stando alle carte, loro sono certo inadempienti – dichiara Gugliotti – e noi anche, perché dal terzo anno avremmo dovuto garantire i dragaggi per consentire lo sviluppo del traffico. Mi sono perciò attivato subito per sanare la nostra inadempienza. Entro fine anno ho necessità di capire, tecnicamente e finanziariamente, cosa fare per la cassa di colmata e i dragaggi, perché come partono i dragaggi, Yilport deve completare i suoi investimenti, che in buonissima parte sono stati effettuati. C’è intanto un problema sulle gru: alcune vanno progettate e realizzate su misura, ma ha senso farlo se arrivano le navi madre. Senza i dragaggi e le navi madre, è inutile spendere 80-100 milioni per queste gru se poi i container non arriveranno mai. E quindi l’intesa trovata anche con il ministero, è che come noi abbiamo il via libera sui dragaggi, Yilport parte con l’acquisto delle gru per le quali c’è bisogno di un po’ di mesi. In pratica, noi finiamo i dragaggi e arrivano le gru. Ma probabilmente avremo bisogno di fare meno dragaggi. Prima, infatti, parlavamo di un’area di un milione di metri quadrati e di un chilometro e 800 metri di lunghezza di banchina, perché tutto il molo polisettoriale era per i container. Invece se ora la parte in radice del molo dobbiamo destinarla ad hub per l’eolico offshore, l’attuale pescaggio di 14 metri e mezzo può essere più che sufficiente. Dovremmo quindi dragare meno, solo per un chilometro, un chilometro e 200 metri. Questo ci torna comodo, ma ha anche rasserenato il ministero quando siamo andati a chiedere i soldi. Alcuni finanziamenti per le opere ce li abbiamo, altri siamo fiduciosi di intercettarli. Penso che sia possibile recuperare il rapporto con il terminalista. Se facciamo partire i dragaggi, non ci sono più sconti. Yilport deve rispettare gli impegni, altrimenti va via».

L’ex Ilva

E c’è anche un problema di banchine ex Ilva. «Mi auguro che la fabbrica continui a produrre con i forni elettrici – afferma Gugliotti -. Questo comporterebbe una riduzione delle aree necessarie all’attività poiché non arriveranno più i minerali. Mi sono confrontato con il ministro Urso e ci sono diverse manifestazioni di interesse da parte di operatori disposti a gestire le aree oggi in concessione all’ex Ilva. Appena chiariamo che succede per l’ex Ilva, dobbiamo vedere gli spazi oggi dati al siderurgico, quanti ne servono ancora alla fabbrica e quanti, invece, possono andare ad altre attività. Ma prima dobbiamo capire che si fa per l’ex Ilva. Certo è che non lasceremo spazi inutilizzati». Gugliotti poi annuncia che a breve si terrà il tavolo tecnico-politico sul porto chiesto dai sindacati in relazione alle possibilità di nuovo lavoro («la concertazione sarà la stella polare» osserva), che ha chiesto al ministero delle Infrastrutture e trasporti un incontro per capire se e come intervenire, giuridicamente ed economicamente, sull’Agenzia per il lavoro portuale, la quale ora ha in carico circa 300 unità ex Tct-Evergreen, nonché gli accordi fatti con Università Lum, Tecnopolo, Aero (per l’energia da fonti rinnovabili) e quello in arrivo con il Gse (Gestore dei servizi energetici).

Le banchine

A proposito di energia, entro il mese dovrebbero essere consegnati i lavori di elettrificazione delle banchine, il cold ironing. Si parte dalla banchina pubblica per andare poi sul polisettoriale. Invece per il miglioramento delle crociere e dell’accoglienza ai croceristi, Gugliotti dice che sarà allungata temporalmente la concessione al terminalista Global Port Holding – che si occupa dell’assistenza a terra – in modo che possa realizzare il nuovo terminal crociere in sostituzione dell’attuale tensostruttura e avere così la sostenibilità dell’investimento. «Questa loro volontà è stata accolta di buon grado dall’Authority», dichiara il presidente. Mentre per il complesso Falanto, «dobbiamo occuparci del completamento – afferma Gugliotti -. Abbiamo dato incarico per progettare quel 10 per cento che manca alla struttura». Infine su un eventuale ricorso contro la sua nomina a presidente, Gugliotti dice: «Se dovesse arrivare, ci difenderemo. Il nuovo segretario generale? Non prevedo tempi lunghissimi, ma abbiamo bisogno di parlarne con calma». Ieri, in conferenza stampa, Gugliotti era affiancato dal nuovo comitato di gestione dell’Authority: Leonardo Deri, comandante della Capitaneria di porto, Arnaldo Sala per la Regione e Carla Mellea per il Comune.


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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/taranto/gugliotti_assicura_dragaggi_fare_ritornare_container-9203215.html