Omicidiosuicidio per la morte di Najoua Minnito ed Elia Perrone, madre e figlio di 35 e 9 anni, i cui cadaveri sono stati scoperti l’altro ieri a distanza di poche ore l’uno dall’altro e in luoghi differenti. È l’ipotesi, al momento l’unica, su cui si stanno concentrando le indagini i carabinieri delle compagnie di Lecce e Calimera.
Il primo drammatico ritrovamento è avvenuto in mare, dove il corpo della donna è stato rinvenuto attorno alle 14.30 da un sub nella zona di Torre Dell’Orso, marina di Melendugno, all’altezza dei faraglioni di Sant’Andrea. Dalle indagini finora eseguite emergerebbe che la donna ha fatto tutto da sola. Scattato l’allarme anche sulla scomparsa del figlio, e ipotizzata la doppia agghiacciante tragedia, le ricerche dei carabinieri si sono spostate a Calimera, nell’abitazione in cui madre e bambino risiedevano, in via Montinari 106, dove attorno alle 21 è stato trovato il cadavere. Il decesso del piccolo però risalirebbe ad almeno 12 ore prima, se non addirittura alla notte tra il 17 e il 18 novembre.

A dare l’allarme della scomparsa del figlio, attorno alle 14 di lunedì, era stato il padre 38enne del bambino, Fabio Perrone. L’uomo, infermiere in ospedale a Casarano, preoccupato per l’assenza del figlio a scuola, aveva avviato le ricerche. L’allarme in breve era stato condiviso con amici e forze dell’ordine. Purtroppo però, Elia non era mai arrivato in classe e probabilmente era già morto quando sono partite le ricerche.
Il piccolo privo di vita è stato ritrovato in camera da letto. Indossava ancora il pigiama. Un elemento che ha portato gli inquirenti a considerare il fatto che l’omicidio del bambino sia avvenuto al mattino presto o addirittura di notte, mentre il bambino dormiva. 
L’ipotesi è che Elia Perrone sia morto per asfissia meccanica (strangolamento o soffocamento, lo stabilirà l’autopsia). Non sono state rilevate altre ferite.
Le indagini sono coordinate dal Pubblico Ministero Erika Masetti. Nelle prossime ore, la Procura di Lecce conferirà l’incarico per effettuare i due esami autoptici, test che saranno cruciali per chiarire le esatte cause e l’ora dei decessi di madre e figlio.
Avanzano quindi gli accertamenti. I carabinieri stanno analizzando con attenzione il contesto familiare, concentrandosi sulle dinamiche successive alla separazione dei genitori avvenuta circa un anno fa. Sembra che in questo lasso di tempo la 35enne avesse manifestato un periodo di forte fragilità emotiva, arrivando a palesare l’intenzione di compiere un gesto estremo coinvolgendo anche il figlio. Una circostanza che aveva portato il padre a sporgere una denuncia-querela alle forze dell’ordine e alcune segnalazioni in Comune, in particolare quella protocollata il 16 dicembre 2024 in cui l’ex compagna lo avrebbe minacciato con la frase “ritieniti responsabile di qualsiasi cosa capiti a me e ad Elia”.
 


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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/lecce/calimera_elia_perrone_ucciso_mamma_ricostruzione-9198942.html