Una nuova inchiesta della Procura della Repubblica di Taranto coinvolge esponenti della politica e indaga due personaggi di spicco del centrodestra ionico: un consigliere regionale uscente che si ricandida per la prossima legislatura e un deputato in carica, entrambi di Forza Italia. Si tratta, nell’ordine, di Massimiliano Di Cuia, di Taranto, e di Vito De Palma, ginosino. Con altre cinque persone, tutte componenti di un seggio elettorale delle consultazioni politiche del 2022, il pubblico ministero Mariano Buccoliero gli contesta a vario titolo il falso ideologico, l’alterazione del voto, l’induzione in errore di pubblici ufficiali e la violazioni della normativa elettorale. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i cinque componenti di seggio, Alessandro Dipino, Maria Grazia Cartini, Federica Trianni, Ines Nieddu e Rosaria Pignatelli, tutti tarantini, avrebbero concorso a modificare l’esito dello scrutinio alla Camera della sezione numero 54 di Taranto per trarre vantaggio ai due politici. In particolare, come si legge negli avvisi di conclusione delle indagini notificati in queste ore agli indagati, l’accusa ipotizza che il gruppo avrebbe omesso di procedere allo scrutinio voto per voto come prevede la normativa; sempre tutti insieme avrebbero attribuito alla lista di Forza Italia i voti che sarebbero stati in realtà destinati a Fratelli d’Italia e compilato i verbali e le tabelle di scrutinio con dati ritenuti falsi; infine avrebbero inserito artificiosamente la cifra 52 accanto alla lista di Fratelli d’Italia, voti in realtà ottenuti da Forza Italia.

L’accusa

Secondo la Procura, questo presunto scambio di voti avrebbe alterato l’equilibrio nella ripartizione dei seggi penalizzando Marcello Lanotte (non indagato), candidato alla Camera ed ora in corsa per le prossime Regionali Puglia sempre con lo stesso partito azzurro, favorendo invece il candidato forzista Vito De Palma eletto poi deputato nel collegio Puglia 03 (Taranto/Altamura). I presunti brogli elettorali che si sarebbero consumati nel seggio 52 (tutti ancora da verificare e per ora contenuti solo negli avvisi di garanzia notificati agli inquisiti per dare loro la possibilità di difesa), non si sarebbero limitati al momento dello spoglio ma anche nella successiva fase di validazione dei risultati. Ed è qui, secondo l’accusa, che emergerebbero le responsabilità dei due esponenti di Forza Italia. Di Cuia, ipotizza la Procura, pur conoscendo la presunta falsità dei verbali, avrebbe presentato un’istanza all’Ufficio Centrale Circoscrizionale presso la Corte d’Appello di Bari chiedendo la «rettifica» dei voti attribuiti a Forza Italia e Fratelli d’Italia. Inducendo così l’ufficio, scrive il pm Buccoliero, a certificare in un provvedimento successivo i dati ritenuti falsi e cioè 213 voti a FI e 52 a FdI. La stessa rettifica fu poi trasmessa alla Corte di Cassazione, contribuendo all’elezione di De Palma alla Camera. Questo ipotetico artefatto avrebbe prodotto un vantaggio indiretto anche per Di Cuia perchè l’allora consigliere regionale De Palma, divenuto deputato, lasciò libero il seggio a Bari che venne assegnato proprio a lui, primo dei non eletti. A sua volta l’onorevole forzista è indagato perchè, ritiene sempre la Procura, sarebbe stato a conoscenza delle presunte falsità del seggio 54 e che, nonostante ciò, avrebbe diffidato l’Ufficio Centrale Circoscrizionale affinché rettificasse quesi falsi dati del 26 settembre 2022. In questo modo avrebbe indotto l’ufficio ad attestare come veri i numeri contestati beneficiando direttamente dell’assegnazione del seggio avvenuta «in luogo e danno» del candidato del suo stesso partito, Lanotte appunto, a cui sarebbe spettato quel seggio alla Camera. Ora gli indagati potranno depositare proprie memorie difensive o chiedere di essere interrogati per far valere la loro estraneità ai fatti contestati. Come fa già l’avvocato Gianluca Mongelli che difende il rappresentante di lista Dipino: «Per quanto riguarda il mio assistito – afferma -, posso affermare che ha svolto esclusivamente le attività previste dal suo incarico e non ha in alcun modo contribuito a una eventuale alterazione del voto, sul quale sono stati successivamente presentati dei ricorsi basati su atti pubblici». 

Le repliche

«Apprendo dalla stampa, non avendo ricevuto alcun atto, e resto sbigottito dell’esistenza di tali notizie che mi riguardano. Ribadisco – ha commentato l’onorevole Vito De Palma – che sono stato io a presentare un esposto affinché fossero acquisiti gli atti della sezione che mi venivano negati. Ho chiesto trasparenza, non il contrario. Quando mi saranno formalmente comunicati gli elementi contestati, presenterò in piena serenità tutte le controdeduzioni del caso. È sorprendente che, a una settimana dalle elezioni, vengano riesumati fatti del 2022 e si provi ad attribuire a una semplice diffida alla Corte di Appello il potere di indurre in errore pubblici ufficiali. Respingere queste ricostruzioni è un dovere. La correttezza del mio operato è documentabile e non sarà una polemica dell’ultimo momento a scalfire la fiducia dei cittadini».

«Con riferimento alle notizie comparse su alcuni quotidiani in merito ad un mio coinvolgimento in una vicenda giudiziaria relativa alla compilazione dei verbali di una sezione elettorale del Comune di Taranto in occasione delle elezioni politiche dell’anno 2022, ritengo indispensabile prendere pubblicamente le distanze da qualsiasi presunta ipotesi mi veda accostato alle irregolarità ipotizzate che, mi preme sottolineare, nulla hanno a che vedere con la mia attività politica ed istituzionale» – ha commentato il consigliere regionale Massimiliano Di Cuia. «Solo per chiarezza – ha aggiunto -intendo precisare che nella sezione oggetto di indagine non sono mai stato presente, per cui appare davvero singolare attribuirmi alcuna attività posta in essere. 
Inoltre, non posso tacere le forti perplessità che nutro sia in merito al mio coinvolgimento in una vicenda paradossale cui sono del tutto estraneo e sia in relazione alla sospetta tempistica, ossia nel pieno di una campagna elettorale e proprio alla vigilia delle elezioni regionali in cui sono candidato. 
Ed ancora, la notifica dell’avviso di conclusioni delle indagini preliminari proprio alla vigilia delle elezioni regionali appare piuttosto “singolare”, ove si consideri che, ad oggi, non si è ancora espressa la Giunta della Camera dei Deputati, alla quale è stata rimessa la vicenda per ogni valutazione e decisione in merito.
Infine, desidero segnalare che ho già dato mandato agli avvocati a cui ho affidato la difesa della mia persona di valutare la opportunità di esperire ogni azione utile a tutelare la mia onorabilità e la mia immagine che viene ingiustamente lesa da gravi affermazioni calunniose che respingo fermamente. 
La mia vita personale, politica e professionale è stata da sempre votata alla chiarezza e alla correttezza verso la mia famiglia, i cittadini e, soprattutto, verso la Giustizia.  Seppur amareggiato – ha concluso – resto fiducioso nell’operato della magistratura e continuo, imperterrito, ancora con più forza il mio impegno politico, nella convinzione che tale passaggio costituisca un mero atto dovuto cui non potrà che far seguito un positivo epilogo». 


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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/taranto/presunti_brogli_elettorali_indagati_un_deputato_un_consigliere_regionale-9194707.html