Ex Ilva, fumo nero: emissione anomala all'altoforno 4

martedì 18 novembre 2025, 15:04

Un’emissione anomala si è verificata questa mattina all’altoforno 4 dell’ex Ilva di Taranto. Lo segnalano varie fonti, tra cui anche quelle sindacali. Si sono aperti i sistemi di sicurezza dell’impianto, i blader, con la conseguente fuoriuscita di fumo nero. Si sarebbe avvertito odore insistente di gas. Non é stata comunque disposta l’evacuazione del personale presente sull’impianto. L’azienda ha attualmente in corso una verifica. L’altoforno 4 é attualmente l’unico operativo, produce circa 4.500 tonnellate di ghisa al giorno, e nei giorni scorsi é stato sottoposto ad una fermata per lavori di manutenzione. Manutenzione che ha lo scopo di tenere in efficienza e sicurezza l’impianto sia perché è l’unico in marcia, sia per gestire questa fase di transizione in attesa che tra fine anno e inizio d’anno sia riacceso il 2 mentre l’altoforno 1 è ancora sotto sequestro per un incendio a maggio. 
E tra meno di un’ora – è fissato alle 15 – comincia il vertice a Palazzo Chigi tra Governo e sindacati sull’ex Ilva. Secondo indiscrezioni, il Governo punta a ricucire lo strappo avvenuto con i sindacati nell’incontro dell’11 e ad abbassare i numeri della cassa integrazione che martedì scorso è stata proposta per 5.700 persone da subito sino a fine anno per poi salire a 6.000 all’inizio del 2026.

Intanto sulle ragioni del mancato dissequestro dell’altoforno 1 – il no della Procura é stato espresso già ad agosto ma nelle ultime ore sono state rese note le motivazioni che attengono alla sicurezza dell’impianto -, Fiom Cgil e Uilm dicono che si tratta di “un fatto molto grave soprattutto se, ancora una volta, a fronte di un incidente rilevante accaduto lo scorso 7 maggio, si verifica a causa della ‘inidoneità’ o della ‘omessa’ manutenzione delle apparecchiature finalizzate a segnalare la presenza di possibili guasti o situazioni di rischio sui quali prontamente intervenire, così come riportato dal documento della Procura di Taranto consegnato ad agosto ai vertici di Acciaierie d’Italia”. Fiom e Uilm “hanno più volte segnalato alla direzione aziendale di Acciaierie d’Italia  e ai ministeri competenti, durante gli incontri a Palazzo Chigi, come il massiccio utilizzo della cassa integrazione impatti negativamente sulla sicurezza dei lavoratori, sull’ambiente e sulla stessa salvaguardia degli impianti. Per tali ragioni – sostengono le due sigle metalmeccaniche – abbiamo respinto il piano di decarbonizzazione presentato dal Governo in cui si evince un chiaro piano di dismissione per l’assenza di risorse finanziarie necessarie a garantire la regolare marcia degli impianti e con un utilizzo della cassa integrazione di 6.000 lavoratori che di fatto porterebbe a non assicurare una regolare programmazione delle manutenzioni ordinarie e straordinarie”. E “per tali ragioni – aggiungono Fiom e Uilm – continueremo a rivolgerci al Governo e in particolar modo al ministro del Lavoro affinché ritirino quel piano di decarbonizzazione e garantiscano tutte le attività necessarie per la sicurezza e la salute dei lavoratori che con i numeri attuali di cassa non sarebbe di fatto  garantita”.
Per i due sindacati, “tra le manutenzioni riscontriamo un utilizzo della cassa integrazione straordinaria che in alcuni casi raggiunge il 65-70% dei lavoratori  e che inevitabilmente   va in conflitto con quanto definito dal decreto n. 4 del 18 gennaio 2024 in cui si precisa che al fine di assicurare i più elevati livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro, i lavoratori addetti alla manutenzione degli impianti ed alla sorveglianza delle attività connesse alla sicurezza, possono essere interessati dall’ammortizzatore sociale soltanto qualora non direttamente impegnati in specifici programmi di manutenzione delle medesime attività afferenti la sicurezza”.
Per l’altoforno 1 è intanto in corso il completamento della perizia e a breve l’azienda dovrebbe presentare alla Magistratura nuova istanza di dissequestro dell’impianto.


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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/taranto/ex_ilva_fumo_nero_emissione_anomala_oggi_18_novembre_2025-9196298.html