
di Domenico PALMIOTTI
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sabato 15 novembre 2025, 12:24 – Ultimo aggiornamento: 12:37
Nell’ex Ilva di Taranto, dopo l’esplosione avvenuta ieri sera al convertitore 1 dell’acciaieria 2, in sostituzione è stato messo in marcia la scorsa notte il convertitore 2 della stessa acciaieria per riavviare la produzione. Il colaggio dell’acciaio é così ripreso. E sino a stamattina sono state fatte tre colate. Lo dichiarano fonti sindacali. Intanto sono in corso da parte dell’azienda le verifiche tecniche per capire le cause dell’esplosione che non ha determinato feriti. Sarebbe stato assodato che l’esplosione é conseguente ad una reazione, probabilmente dal contatto dell’acqua con l’acciaio liquido che nel convertitore raggiunge la temperatura di 1.500 gradi. Il contatto, si spiega, fa sì che scompongano ossigeno e idrogeno e questo causa l’esplosione. Quest’ultima sarebbe stata molto forte. Il convertitore è la parte dell’acciaieria che trasforma la ghisa in acciaio, ghisa che arriva dagli altiforni. In questo momento l’ex Ilva di Taranto marcia con un solo altoforno, il 4, su tre operativi installati – gli altri due sono l’1 e il 2, il primo sotto sequestro da parte della Procura a causa di un incendio e il secondo in ristrutturazione per lavori – ed una sola acciaieria, la 2, essendo la 1 ferma.
Arpa Puglia, l’Agenzia per l’ambiente, sull’accaduto di ieri sera ha avviato una fase di attenzione per controllare se ci sono stati impatti ambientali a seguito dell’esplosione. Secondo fonti, il contatto con l’acqua potrebbe anche essere stato causato dal fatto che parte dell’acciaio colato, in fase di manovra, é finita a terra dove c’era acqua e di qui appunto l’esplosione. “Tutti questi episodi – commenta Vincenzo Laneve, coordinatore di fabbrica per la Fim Cisl – non fanno altro che confermare ciò che la Fim ha sempre denunciato a tutti i livelli anche ministeriali come nell’ultimo incontro avvenuto a Palazzo Chigi, ossia la mancanza di manutenzione straordinaria e ordinaria sui vari impianti. Un aspetto preoccupante, legato anche alla mancanza del personale addetto alla manutenzione, posto esageratamente in cassa integrazione straordinaria”.
Cosa è successo
Una forte esplosione si è verificata nel pomeriggio di ieri nel convertitore 1 dell’Acciaieria 2 dello stabilimento ex Ilva di Taranto «durante le normali attività operative» in caldaia. È quanto emerge da una nota inviata dai responsabili dei lavoratori per la sicurezza (Rls) di Fim, Fiom e Uilm all’azienda, in cui chiedono un incontro urgente per avere chiarimenti.
Non ci sono feriti. Le rappresentanze dei lavoratori riferiscono inoltre di «segnalazioni di un principio di incendio al secondo piano, sulla verticale del convertitore», ricordando che episodi analoghi «si sono già verificati in passato e risultano sempre più preoccupanti».
Nella comunicazione, indirizzata ai vertici di Acciaierie d’Italia in As, gli Rls affermano che è «indispensabile comprendere la reale situazione impiantistica dell’area interessata», individuare «le cause che hanno generato tali eventi» e conoscere «le misure immediate e strutturali» che la Direzione intende adottare per prevenirne il ripetersi. Considerata «la gravità dei fatti», i rappresentanti dei lavoratori sollecitano la convocazione di un incontro «con la massima urgenza», avvertendo che in caso contrario «inevitabilmente ci rivolgeremo agli enti esterni».
Intanto Casartigiani Puglia esprime forte preoccupazione per la situazione dell’ex Ilva. «È indispensabile – afferma il coordinatore regionale Stefano Castronuovo – che il governo metta in campo strumenti concreti a sostegno dell’economia locale in questo momento critico».
Le reazioni
«Tutti questi episodi non fanno altro che confermare ciò che la Fim ha sempre denunciato a tutti i livelli anche ministeriali come nell’ultimo incontro avvenuto a Palazzo Chigi, ossia la mancanza di manutenzione straordinaria e ordinaria sui vari impianti». Lo dichiara Vincenzo La Neve, coordinatore di fabbrica AdI in As della Fim Cisl Taranto-Brindisi in merito all’esplosione. «E’ un aspetto preoccupante, legato anche alla mancanza del personale addetto alla manutenzione, posto esageratamente in Cigs, conclude il sindacalista.
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Fonte:
https://www.quotidianodipuglia.it/taranto/taranto_ex_ilva_esplosione_cosa_e_successo-9190608.html
